In questo nuovo appuntamento del “Come lo scrivo?” vedremo la quarta della 5 vocali della lingua italiana: la O.
ร la 13ยฐ lettera dell’alfabeto italiano e per la sua forma caratteristica viene spesso usata come esempio tipico di rotonditร . Si รจ infatti soliti definire “tondo come la O di Giotto” un oggetto o qualcosa che รจ perfettamente tonda.
Ma, prima di conoscerla un po’ piรน a fondo, vi mostro i miei 5 modi per scrivere questa lettera:

Come potete notare dalla foto, accanto alle mie 5 O vi mostro anche le punte delle penne che ho usato. Sono quelle che uso per ogni “Come lo scrivo?”, e sono la penna stilografica di Faber-Castell con punta F, e le Fudenosuke brush pen di Tombow, con punta hard e soft.
Ma ora, bando alle ciance, e conosciamo meglio la O.
La O rappresenta due fonemi vocali che appartengono entrambi alla serie velare. Si puรฒ infatti leggere o pronunciare come “aperta” (es. Perรฒ), ed in questo caso รจ una vocale posteriore semiaperta arrotondata /ษ/; oppure “chiusa” (es. Pero), ed รจ invece una vocale posteriore semichiusa arrotondata /o/.
Nella pronuncia le labbra sono arrotondate e spinte leggermente in avanti. L’apertura di queste, insieme all’abbassamento della lingua, sono maggiori nel caso della pronuncia aperta, e minori in quello della pronuncia chiusa.
L’alfabeto greco scriveva queste due valenze con 2 caratteri diversi: Omega (maiuscolo ฮฉ, minuscolo ฯ) e Omicron (maiuscolo O, minuscolo o).
Fonetica…
Nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA) il simbolo [o] rappresenta una vocale posteriore medio-alta.
… Storia
Alcuni alfabeti erano soliti trascrivere il simbolo [o] con il semitico En ( che significava occhio) oppure con la fenicia Ayin sebbene il loro suono fosse consonantico, piรน precisamente trascrivevano quella della fricativa faringale sonora ( rappresentato con il simbolo ส nell’alfabeto fonetico internazionale). Ma la sua forma semplice ha evitato che ci fossero modifiche rilevanti nella forma, e cosรฌ il simbolo [o] rappresentava la vocale o sia nell’alfabeto greco (omicron) che in quello etrusco e latino.
Ortografia italiana
L’ortografia italiana rappresenta entrambi i suoni vocali con lo stesso simbolo O; questo ovviamente crea una maggiore incertezza sulla corretta pronuncia, se si considera, inoltre, che alcuni dialetti italiani conoscono solo uno dei 2 timbri.
Dal ‘500 in poi, per ovviare questo problema, si รจ deciso di usare gli accenti: accento acuto sulla O tonica chiusa (รณ) e quello grave su O tonica aperta (รฒ).
La distinzione tra i due timbri serve in realtร per distinguere parole scritte nello stesso identico modo, ma che hanno suono diverso, come ad esempio cรณlto (istruito) e cรฒlto (participio del verbo cogliere), oppure bรฒtte (percosse) e bรณtte (contenitore), ecc.
Anche l’appuntamento di questo mercoledรฌ รจ giunto al termine.
Vi aspetto mercoledรฌ prossimo โ
C.P.




















































