Siamo giunti al sesto appuntamento di “Come lo scrivo?”. La lettera di oggi, come potete ben intuire dal titolo, è la “F”.
Come vi dicevo nell’articolo della scorsa settimana, cerco ispirazione sempre dagli stessi stili (Corsivo Americano, Typewriter font, Corsivo Inglese, Stampatello minuscolo e Modern Calligraphy), e utilizzo quasi sempre le stesse penne.
Oggi però, per la prima “f” ho usato una penna calligrafica della Faber- Castell, mentre per le altre, in ordine, ho usato le solite fineliner della Staedler con punta da 0.1 (n.2), e Tombow Fudenosuke (Hard tip n. 3 e 4, e Soft tip n.5).

Ma ora, dopo avervi mostrato 5 font diversi per scrivere e disegnare la lettera F, cerchiamo di conoscerla un pochino meglio.
Un po’ di fonetica
La F è la sesta lettera dell’alfabeto italiano. In fonetica (branca della linguistica che studia i fonemi, o i suoni articolati dall’apparato fonatorio umano), è una consonante fricativa labiodentale sorda, rappresentata dal grafema [f]. Quando diciamo fricativa, si intende il modo di articolazione che consiste nel restringimento del canale vocale (bocca). Labiodentale, invece, indica il luogo di articolazione: in questo caso, i denti incisivi superiori si accostano al labbro inferiore. Ed infine sorda perché nell’atto di emissione del suono non vi è alcuna vibrazione delle corde vocali.
Un po’ di storia
Dal punto di vista storico, la lettera F ha la stessa origine delle lettere V, U, Y, W. Tutte derivano dalla lettera semitica waw, che poi si è evoluta nella fenicia wow, da cui, a sua volta, deriva il digamma greco, poi definitivamente scomparso.
Successivamente gli etruschi modificarono il digamma greco, mutandolo sia in [v] che in [f]. Ed è proprio con quest’ultimo valore fonetico che arriva nell’alfabeto latino, e rimane poi in quello italiano.
Spero che questa rubrica vi piaccia. Su Instagram trovate il nuovo post, così potete dare un’occhiata anche al video time lapse della lettera F.
Al prossimo mercoledì,
C.P. ✌🏻
