“P”

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Eccoci ad un nuovo appuntamento del “Come lo scrivo?”. La lettera di oggi รจ la quattordicesima dell’alfabeto italiano e sedicesima di quello latino.

Avete capito qual รจ la protagonista di oggi?! La P, o come siamo soliti chiamarla in italiano, la “pi”.

Come prima cosa vi mostro 5 dei modi in cui scrivo la lettera p, sia nella versione in minuscolo:

ed in maiuscolo:

Gli stili ai quali mi ispiro sono sempre gli stessi ed ormai, soprattutto per chi segue spesso il “Come lo scrivo?” li conosce bene.

Oggi perรฒ ho cambiato una delle penne; non ho usato, come accade spesso, la penna stilografica con punta F, ma una penna che non avevo mai usato prima per gli appuntamenti del mercoledรฌ: una fineliner, quella della Micron, con punta da 0.03. Le altre due invece sono sempre le Fudenosuke di Tombow (quella blu รจ hard tip, mentre quella nera รจ soft tip).


Storia…

La lettera p latina, cosรฌ come la etrusca, derivano dalla greca Pi (ฮ ; ฯ€) e dalla semitica Pรช (che significava bocca).

Sia la latina che la etrusca erano rappresentate dal simbolo [p].

Fonetica…

Nell’alfabeto fonetico internazionale, il simbolo [p] indica una consonante occlusiva bilabiale sorda.

Nella pronuncia di questo suono, la bocca si chiude (per questo il modo di articolazione รจ occlusivo), seguito poi da un brusco rilascio. รˆ bilabiale perchรฉ nella pronuncia le labbra si toccano; mentre รจ sorda perchรฉ non vengono coinvolte le corde vocali.

Lo stesso simbolo [p] rappresenta anche la lettera Rho dell’alfabeto greco.

… nella lingua italiana

Nella lingua italiana, la p segue regolarmente la p latina in ogni posizione.

La possiamo trovare in posizione iniziale, prima o dopo consonante.

Davanti a consonante liquida o tra due vocali puรฒ trovarsi o scempia ( aprile, capo) oppure doppia ( apprendere, coppa).

Piccola curiositร 

Il suono [p] della consonante occlusiva bilabiale sorda non รจ contemplato dal sistema fonologico Arabo. Per questo motivo un madrelingua arabo trova molta difficoltร  nel pronunciare questo suono in maniera corretta, perchรฉ nel loro sistema รจ contemplato solo il corrispettivo sonoro [b].


Anche per oggi abbiamo finito.

Vi aspetto mercoledรฌ prossima con la nuova lettera ๐Ÿ˜‰

C. P.

“O”

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In questo nuovo appuntamento del “Come lo scrivo?” vedremo la quarta della 5 vocali della lingua italiana: la O.

รˆ la 13ยฐ lettera dell’alfabeto italiano e per la sua forma caratteristica viene spesso usata come esempio tipico di rotonditร . Si รจ infatti soliti definire “tondo come la O di Giotto” un oggetto o qualcosa che รจ perfettamente tonda.

Ma, prima di conoscerla un po’ piรน a fondo, vi mostro i miei 5 modi per scrivere questa lettera:

Come potete notare dalla foto, accanto alle mie 5 O vi mostro anche le punte delle penne che ho usato. Sono quelle che uso per ogni “Come lo scrivo?”, e sono la penna stilografica di Faber-Castell con punta F, e le Fudenosuke brush pen di Tombow, con punta hard e soft.


Ma ora, bando alle ciance, e conosciamo meglio la O.

La O rappresenta due fonemi vocali che appartengono entrambi alla serie velare. Si puรฒ infatti leggere o pronunciare come “aperta” (es. Perรฒ), ed in questo caso รจ una vocale posteriore semiaperta arrotondata /ษ”/; oppure “chiusa” (es. Pero), ed รจ invece una vocale posteriore semichiusa arrotondata /o/.

Nella pronuncia le labbra sono arrotondate e spinte leggermente in avanti. L’apertura di queste, insieme all’abbassamento della lingua, sono maggiori nel caso della pronuncia aperta, e minori in quello della pronuncia chiusa.

L’alfabeto greco scriveva queste due valenze con 2 caratteri diversi: Omega (maiuscolo ฮฉ, minuscolo ฯ‰) e Omicron (maiuscolo O, minuscolo o).

Fonetica…

Nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA) il simbolo [o] rappresenta una vocale posteriore medio-alta.

… Storia

Alcuni alfabeti erano soliti trascrivere il simbolo [o] con il semitico En ( che significava occhio) oppure con la fenicia Ayin sebbene il loro suono fosse consonantico, piรน precisamente trascrivevano quella della fricativa faringale sonora ( rappresentato con il simbolo ส• nell’alfabeto fonetico internazionale). Ma la sua forma semplice ha evitato che ci fossero modifiche rilevanti nella forma, e cosรฌ il simbolo [o] rappresentava la vocale o sia nell’alfabeto greco (omicron) che in quello etrusco e latino.

Ortografia italiana

L’ortografia italiana rappresenta entrambi i suoni vocali con lo stesso simbolo O; questo ovviamente crea una maggiore incertezza sulla corretta pronuncia, se si considera, inoltre, che alcuni dialetti italiani conoscono solo uno dei 2 timbri.

Dal ‘500 in poi, per ovviare questo problema, si รจ deciso di usare gli accenti: accento acuto sulla O tonica chiusa (รณ) e quello grave su O tonica aperta (รฒ).

La distinzione tra i due timbri serve in realtร  per distinguere parole scritte nello stesso identico modo, ma che hanno suono diverso, come ad esempio cรณlto (istruito) e cรฒlto (participio del verbo cogliere), oppure bรฒtte (percosse) e bรณtte (contenitore), ecc.


Anche l’appuntamento di questo mercoledรฌ รจ giunto al termine.

Vi aspetto mercoledรฌ prossimo โœŒ

C.P.

“N”

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Siamo arrivati al dodicesimo appuntamento del “Come lo scrivo?” ed oggi vi mostro 5 modi diversi per scrivere la lettera N.

Anche oggi, le mie fedeli compagne di “scrittura” sono state la mia penna stilografica con punta F (F sta per fine), e le Fudenosuke brush pens di Tombow.

Ecco intanto 5 “n” in minuscolo…

… e 5 in maiuscolo:


Ma ora conosciamola meglio!

Un po’ di Storia…

La “n” รจ la dodicesima lettera dell’alfabeto italiano.

Alcuni popoli semitici, adattarono i geroglifici egizi per creare il loro alfabeto ed utilizzarono quello del serpente per rappresentare la lettera N (perchรฉ nella loro lingua la parola serpente cominciava con questo suono; mentre il geroglifico egizio invece rappresentava la lettera J). In altre lingue successive, che adattarono questo simbolo per creare i loro alfabeto, il nome della lettera, nun, significava “pesce”.

Da questa lettera comunque si รจ poi evoluta la NI greca, e successivamente, attraverso anche l’etrusco, si รจ evoluta la N latina.

… e un po’ di fonetica.

Nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA), il simbolo [n] rappresenta una consonante nasale alveolare sonora.

Nasale รจ il modo di articolazione. Questo vuol dire che questo fono si ottiene attraverso l’occlusione del canale orale (bocca) e l’aria defluisce attraverso il naso.

Il luogo di articolazione รจ invece alveolare perchรฉ, nel pronunciare questo fono, la lingua si accosta agli alveoli.

Ed รจ sonora perchรฉ c’รจ vibrazione delle corde vocali.


Da quando abbiamo iniziato “Come lo scrivo?” abbiamo iniziato a conoscere le lettere del nostro alfabeto anche dal punto di vista fonetico e per ogni lettera vi dico sempre se รจ sorda o sonora. Ma voi sapete come riconoscere una sorda da una sonora?

รˆ molto piรน semplice di quello che si potrebbe pensare. Provate a toccare la laringe mentre pronunciate un lettera e se sentirete una vibrazione vuol dire che la lettera in questione รจ sonora; se invece non sentite nulla vuol dire che รจ sorda.


Anche per oggi รจ tutto,

A mercoledรฌ prossimo โœŒ

C. P. โœŒ

โ€œMโ€

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Eccoci di nuovo qui per lโ€™appuntamento n. 13 del nostro โ€œCome lo scrivo?โ€.

Oggi vedremo parleremo un poโ€™ della tredicesima lettera dellโ€™alfabeto italiano: la โ€œMโ€.

Per prima cosa ecco le mie 5 M:

5 modi per scrivere M in minuscolo
5 modi di scrivere M in maiuscolo

Chi segue gli appuntamenti del โ€œCome lo scrivo?โ€ conosce ormai anche gli stili ai quali mi ispiro, che sono Corsivo Americano, Typewriter font, Corsivo Inglese, Stampatello minuscolo moderno, Modern Calligraphy.

Per quanto riguarda invece le penne che ho usato, ve elenco di seguito:

  • 1 e 2 -> Penna stilografica Faber Castell, punta F
  • 3 e 4 -> Tombow Fudenosuke, hard tip
  • 5 -> Tombow Fudenosuke, soft tip

Ora, perรฒ, รจ giunto il momento di conoscere un pochino meglio questa lettera.

Un poโ€™ di storiaโ€ฆ

Questa lettera, che nellโ€™alfabeto italiano occupa la tredicesima posizione, deriva dalla greca โ€œmiโ€ (M, ฮผ); a sua volta, โ€œmiโ€ deriva dal fenicio โ€œmemโ€, il quale sembra trarre origine dal simbolo dellโ€™acqua.

โ€ฆ e un poโ€™ di fonetica

Nellโ€™alfabeto fonetico internazionale il simbolo [m] rappresenta una consonante nasale bilabiale sonora. Vediamo meglio cosa significa:

  • Il modo di articolazione รจ nasale, e questo vuol dire che nel pronunciare questo fono, lโ€™aria passa attraverso le narici.
  • Il luogo di articolazione รจ bilabiale. Il labbro inferiore e quello superiore si avvicinano fino a creare, nel caso di questo fono, una totale occlusione della cavitร  orale.
  • รˆ sonora perchรฉ durante lโ€™articolazione del fono le corde vocali vibrano.

Nella lingua italianaโ€ฆ

Nella grammatica della lingua italiana, si puรฒ trovare anche raddoppiata.

Questo accade quando si trova davanti ad i semiconsonante (es. vendemmia); oppure, a volte, anche quando si trova tra due vocali (es. femmina).

Puรฒ essere preceduta o seguita da alcune consonanti. Spesso le consonanti che la precedono sono L, R e S; mentre quelle che la seguono sono P e B. I casi in cui sia preceduta o seguita diverse da quelle sopra sono molto pochi (es. acme, istmo; Gramsci).


Per oggi questo โ€œCome lo scrivo?โ€ termina qui.

Vi aspetto mercoledรฌ prossimo per la nuova lettera ๐Ÿ˜‰โœŒ๐Ÿป

C.P.

“L”

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Oggi รจ il 10ยฐ appuntamento del “Come lo scrivo?” e quindi la lettera protagonista di oggi รจ la L.

Ecco i miei 5 modi di scrivere la L minuscola… :

… e la L maiuscola:

Ormai sapete bene a quali stili mi ispiro, che sono Corsivo americano, Typewriter font, Corsivo inglese, Stampatello minuscolo, Modern Calligraphy.

Per quanto riguarda invece le penne che ho usato, sono una penna stilografica (punta F), una fineliner (punta 0.1) e le Fudenosuke di Tombow (punta hard e soft).


La Lettera L

Come vi ho giร  anticipato all’inizio dell’articolo, la L, o come la conosciamo noi italiani, la “elle”, รจ la decima lettera dell’alfabeto italiano.

Storia

La L deriva dal semitico “Lamed”, che rappresentava il valore fonetico [l]. Lo stesso valore fonetico รจ rimasto invariato nella “Lambda” dell’alfabeto greco, cosรฌ come nei successivi alfebeti etrusco e latino.

Fonetica

Dal punto di vista fonetico, la “ella” italiana รจ una consonante laterale alveolare sonora.

Nella lingua italiana puรฒ trovarsi tra due vocali; in questo caso, puรฒ essere di grado tenue o rafforzato. รˆ di grado tenue nella parola “pala” ad esempio, mentre รจ di grado rafforzato nella parola “palla”.

In tutte le altre posizioni รจ invece di grado medio.

Si trova spesso anche in gruppi consonantici, come cl, gl, tl, dl, pl, bl, fl, vl. In questi casi formano un’unica sillaba con la vocale che le segue.

In altri gruppi possibili, come ad esempio lm, rn, appartengono a due sillabe diverse (es. al-ma, o stor-no).


Anche il decimo appuntamento รจ giunto al termine.

A mercoledรฌ prossimo con un nuovo “Come lo scrivo?” โœŒ

C.P.

“H”

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รˆ di nuovo mercoledรฌ e un nuovo “Come lo scrivo?” รจ pronto con la nuova lettera.

La lettera che oggi conosceremo meglio รจ la H.

Quella lettera che, noi madrelingua italiani, conosciamo come lettera “muta”. Si, perchรฉ effettivamente non ha nessun suono. Ma questo lo vedremo piรน avanti.

Iniziamo con le mie 5 diverse h:

5 modi per scrivere “H” in minuscolo

Vi ricordo i 5 stili ai quali mi ispiro, che sono Corsivo Americano, Typewriter font, Corsivo Inglese, Stampatello minuscolo e Modern Calligraphy. Per quanto riguarda invece le penne, sono una penna a punta fine da 0.1 (Staedler) e Tombow Fudenosuke (hard e soft tip).

Se avete letto gli altri articoli della rubrica “Come lo scrivo?”, avrete sicuramente notato che dallo scorso appuntamento, pubblico qui sul blog anche le cinque versioni in maiuscolo.

Et viola!

5 modi per scrivere “H” in maiuscolo

Ma cosa sappiamo della lettera H?

รˆ l’ottava lettera dell’alfabeto italiano.

Si presume derivi dal fenicio, precisamente dalla HETH [h], che indicava un’aspirazione.

รˆ stata tramandata poi nell’alfabeto greco, e in quello latino.

Alcuni dialetti greci ricavarono dalla [h] fenicia la “eta” ( H; ฮท); in quello greco ionico, ad esempio, utilizzarono solo la forma maiuscola per indicare il suono [ษ›:] (vocale anteriore semiaperta non arrotondata).

Nell’alfabeto latino, invece, venne usata con il suo valore fonetico originario [h], ma con il tempo lโ€™aspirazione venne definitivamente perduta.

… E per quanto riguarda la lingua italiana?

Chi leva la H all’huomo non si conosce huomo, e chi la leva all’honore. non รจ degno di honore.

Ludovico Ariosto

In Italia, la storia della lettera H รจ un po’ piรน complessa. Infatti, tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 si iniziรฒ a pensare di eliminare definitivamente questa lettera dall’alfabeto, comprese le forme del verbo avere.

Ma, nella versione del 1691, il Vocabolario degli amici della Crusca pose fine a questo dilemma:

la h va mantenuta solo nelle 4 forme del verbo avere.

In realtร  questa diatriba continuรฒ per molto tempo, addirittura fino al secondo dopoguerra. L’uso della h nella lingua italiana era, ed รจ necessario, per distinguere le forme verbali dalle omofone.

Qualcuno propose addirittura di distinguere le due ponendo un accento su quelle verbali.

Alla fine, il tutto andรฒ dissolvendosi ed attualmente le forme verbali con la h sono riconosciute come corrette, anche nelle grammatiche.

… E la fonetica?

In tutti gli articoli del “Come lo scrivo?”, e chi legge spesso ormai lo sa, inserisco sempre qualche informazione sulla fonetica di ogni lettera.

Quello che accade con la lettera H รจ un pochino diverso rispetto alle altre lettere.

Vediamo perchรฉ.

La H รจ l’unica lettera del nostro alfabeto a non avere alcun valore fonetico autonomo. Infatti รจ spesso definita come “muta”, proprio perchรฉ, presa da sola, non ha un suono che la distingua dalle altre lettere.

รˆ perรฒ un “grafema diacritico”.

Nella lingua scritta, un grafema diacritico, รจ una lettera che, non corrispondendo ad un suono, serve solamente a determinare la giusta pronuncia di un’altra o di un gruppo di altre lettere.

E quindi, quando e come la usiamo?

La H, nella lingua italiana, ha due usi principali:

1- In alcune forme coniugate del verbo avere all’indicativo presente (I, II, III persona singolare e III persona plurale);

2- preceduta dalle consonanti C e G e seguita dalle vocali E ed I, indica la consonante velare sorda e sonora (che – ghe; chi – ghi)

Curiositร 

Spesso la si trova dopo una vocale, specialmente nelle interazioni, come ad esempio oh! o Ahi!; in questi casi serve per segnarne la lunghezza.

In alcune lingue si conservano ancora i digrammi etimologici quali ph-, th-, ch-.

Per oggi รจ tutto, spero che l’articolo vi sia piaciuto.

Iniziate a prepararvi per la prossima lettera ๐Ÿ˜‰

C. P. โœŒ

CALLIGRA_PHILO

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Welcome to my blog!

Ciao a tutti e benvenuti nel mondo di CalligraPhilo,

fatto di calligrafia, lettering, bullet journaling, e tutto ciรฒ che un pezzo di carta e una penna possono creare insieme!

Mi chiamo Filomena (quasi tutti mi chiamano Filo, da qui Calligra_Philo) e ho 29 anni.

Ho studiato Lingue e Letterature straniere all’universitร , follemente innamorata della lingua inglese e da sempre attratta dalla “Bella Scrittura”.

Sin dalle scuole elementari, sono sempre alla ricerca di una grafia chiara, lineare, armonica, ritmica, facile da leggere e bella da vedere.

Da circa una paio di anni ho iniziato a dedicarmi a questa mia passione;

ho quindi iniziato a cercare quante piรน informazioni possibili sul magico mondo della Calligrafia.

Penne stilografiche, pennini, porta pennini, inchiostri, carte, penne, pennarelli, e mille altri ancora.

In questa foto vi mostro alcuni dei miei pennini, inchiostri e cannucce porta pennini.

Ho deciso cosรฌ, pian piano, di comprare poco alla volta i vari strumenti (me ne mancano ancora tanti!) e di iniziare ad allenarmi, a migliorare e ad imparare sempre di piรน. Da qualche mese ho anche iniziato a provare strumenti digitali (ipad e un app di calligrafia).

Ho pensato di creare questo blog per condividere il mio hobby e per confrontarmi su questa magnifica arte con chiunque ne avesse voglia .

Detto questo, spero di riuscire a trasmettervi questa mia passione!

A presto!

CP – Calligra_Philo